Le maniche corte.

Per questi giorni di caldo afoso e di sole cocente, come sempre, abbiamo la nostra scorta di magliette a maniche lunghe.
Maglie chiare, preferibilmente bianche.
Il sole nuoce al lavoro del Dye Laser e quindi ci dobbiamo proteggere.
Quando è possibile stiamo all’ombra, altrimenti crema protezione cinquanta, maniche lunghe e, se contiamo di stare tanto al sole, ci mettiamo anche il cappello da piccolo legionario (che ci protegge anche il collo).

Il Sole fa male. A tutti. A noi poi ci vasodilata anche e sicché niente. Durante il giorno maniche lunghe. Se ti ci abitui non è che facciano tanto caldo. Giusto un po’.

Anche in mare. Maniche lunghe e cappello. Sissignore.
E comunque anche i bambini tedeschi biondi e bianchi hanno la maglia costumosa come noi e voi no-o pa-ppa-ppero!

Però appena il Sole è più basso e le ombre si allungano, allora ci si scopre e passiamo alle maniche corte. Ma non sempre.

E poi la manica lunga ha un sacco di vantaggi: tipo mette anche noi genitori al riparo da domande (o non domande) a cui non sempre hai voglia di rispondere (o non rispondere).

Perché la diversità fa figo quando si tratta di tatuaggi, piercing o rasature di tendenza.
Il capo cordata lancia la moda, gli altri lo seguono, di tanto in tanto tentano il sorpasso.

Se però la diversità te la ritrovi, perché ad un certo punto del suo sviluppo il tuo embrione ha deciso che il tuo lato destro avesse bisogno di una dose extra di capillari, facendo di te l’unico neonato del reparto maternità ad avere un rosso tatuaggio tribale lungo tutto il braccio, beh allora in quel caso la tua diversità non è la stessa che cercano affannosamente divi del cinema e rock star, è una diversità che suscita curiosità e domande, di tanto in tanto anche qualche timore.

E così, spesso le maniche lunghe ci hanno riparato dai raggi del sole e dal dover fornire spiegazioni che non sempre si ha voglia di dare.

Una mano rossa si può anche far finta di non vederla, un braccio no, un braccio lo vedi bene per forza.

“Sì, lo so che lo hai visto. Non sai se chiedere? A me sta bene così. A me fa fatica rispondere. Affare fatto. Bene. Che si diceva?… Quanti anni ha il tuo? Dorme nel lettino?… bla bla bla.”

Poi Cosimo è cresciuto.

Ha iniziato ad infilare la testa nel suo guardaroba, a volere la felpa con gli squali e i pantaloni con i coccodrilli.
Fino a quando non è arrivato il momento in cui “all’asilo le maglie a maniche corte ce le hanno tutti”.
Il momento in cui “come si sta freschi con le maniche corte e poi è bella questa maglietta, vero Mamma?”
Il momento in cui “anche Lapo ha la maglietta a maniche corte!”
Il momento in cui “perché non mi posso mettere la maglia a maniche corte di Star Wars che mi piace tanto? C’è anche Chewbacca! Me la posso mettere?”

Ma è meglio tenere il braccio coperto, te l’ho detto che è meglio se non ci si prende il Sole, ché sennò poi a Genova chi li sente, e allora… ma che diavolo! Tanto sopra ci metti il grembiule, quando te lo levi poi stai al chiuso.

Se poi ci prendi un po’ di sole pace.

Di tanto in tanto ripenso a quella foto al nido, quella in cui tutti erano in costume, saltavano e ridevano e te invece ti guardavi la tua maglia a maniche lunghe.

E allora dai, se qualche volta ci prendiamo il sole che male sarà. Al massimo rimarranno qua e là delle macchie un po’ più scure.

Forse verrà fuori un laser più efficace, o forse no, ma tanto Lapo e Franci e anche Anita già non ci fanno più caso.

Quanto agli altri… “e a me che me ne importa?! Pa-ppa-ppero!”

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