– Babbo, ma te mi vuoi bene?
– Perché me lo chiedi? Hai bisogno di chiedermelo?
– Sì.
– Certo che ti voglio bene. Credevo di dimostrartelo.
– Mi vuoi bene anche quando ti arrabbi?
– A volte mi arrabbio con te perché fai cose pericolose, o perché fai qualcosa che penso sarebbe meglio che tu non facessi. Mi arrabbio proprio perché ti voglio bene. Se non ti volessi bene non mi preoccuperei e non mi arrabbierei per quello che fai.
– Anche la mamma mi vuole bene?
– Certo che ti vuole bene anche la mamma.
– Babbo, ho paura.
– Di cosa hai paura?
– È buio. Come mai è buio?
– È buio perché si è fatta sera, ma prima, quando c’era il sole, fuori non c’era niente di cui avere paura. Anche se adesso non vedi quello che c’è fuori, ci sono le stesse cose che c’erano prima e non c’è niente di cui avere paura.
– Queste porte mi fanno paura. Questa qui e quest’altra. C’è qualcuno qui dentro?
– Non credo. Da questa porta si va di sopra, alle camere, ma sono tutti in cucina quindi di sopra non ci dovrebbe essere nessuno. Adesso la chiudo. Così. Va bene?
Comunque se hai paura puoi venira di là con noi in cucina invece di stare a giocare di qua da solo.
– Adesso non ho più paura.
– Prendi il tuo libro con gli animali. Vieni, andiamo di là.
– Sì. Va bene.
