La prima febbre, il termometro a infrarossi e la Tachipirina.

Dopo una decina di giorni passati fra colpi di tosse e respiri minacciosamente rumorosi, dopo la terza nottata passata quasi in bianco, osservando il Piccolo Tiranno paonazzo e madido di sudore, i semi-neo-genitori, con occhi semichiusi per via della privazione del sonno, si guardano con aria preoccupata. Dopo qualche attimo di silenzio la semi-neo-genitrice conosciuta come Mammona, pone con terrore la domanda: “non avrà mica la febbre?”

Il semi-neo-genitore noto come Babbone, per il timore che l’ansia legata all’evento “febbre” vanifichi quei pochi brandelli di notte durante i quali riesce di tanto in tanto a socchiudere gli occhi, cerca di tranquillizzare Mammona e sforzandosi di sfoggiare sicurezza, nonostante gli occhi lacrimosi e iniettati di sangue, esclama: “sono due ore che si agita nel letto, per forza è caldo”.

Ma anche l’affermazione più condivisibile e sensata non può nulla contro l’apprensione materna e così, senza neppure ribattere, Mammona si avvia in silenzio a rovistare in bagno, ritornando qualche minuto dopo con uno dei più formidabili ritrovati della tecnologia moderna: il termometro ad infrarossi!

Ora, nella fantasiosa ma ingenua mente di Babbone, un apparecchio che riesce a misurare la febbre in pochi secondi, semplicemente avvicinandolo alla fronte, esisteva solo a bordo dell’Enterprise, e fu per questo che, l’allora non ancora genitore, decise entusiasta di inserirlo nella lista di nascita del Piccolo Tiranno.

Purtroppo la verità e che la tecnologia di cui disponeva Bones rimane ancora oggi un’illusione, e il termometro di cui sopra, riesce a dire sì la temperatura in pochi secondi, salvo però non dire mai la stessa due volte di seguito ed è così che, nel cuore della notte, ulteriormente provati, passata una mezz’ora scarsa, i semi-neo-genitori si ritrovano dopo una decina di rilevazioni, altrettanti valori che vanno dai 37,2 ai 38,5 gradi.

Prendere una decisione basandosi sui dati raccolti con quel tremendo aggeggio acchiappacitrulli sarebbe un po’ come fare il giudice di gara di una cronometro servendosi di una meridiana.

Stremati, i semi-neo-genitori decidono che l’indomani mattina avrebbero comprato un nuovo termometro.

Ed è così che Babbone, forte del quarto d’ora di sonno profondo di cui è riuscito a godere durante la notte, il mattino successivo si dirige in direzione Galciana per l’acquisto di un nuovo termometro.

Sempre affascinato dalla tecnologia, ma timoroso di prendere un’altra tremenda cantonata, Babbone decide di effettuare l’acquisto di una confezione contenente: termometro semi-classico ascellare/rettale con punta morbida ma comunque elettronico e, il meno fantascientifico ma comunque moderno, termometro elettronico inserito in un ciuccio di silicone.

Tornato a casa dalla semi-neo-mamma, la cui apprensione è meno visibile solo a causa della stanchezza, Babbone procede con: procedura di desigillazione della confezione, lettura (veloce) del manuale d’uso, sterilizzazione mediante bollitura della tettarella ( previo smontaggio del misuratore di temperatura ), raffreddamento, sgocciolatura e nuovo assemblaggio delle parti.

Con passo fiero e deciso, Babbone si dirige verso il Piccolo Tiranno, accende l’apparecchio e dona al suo erede questo apparentemente innocente ciuccio. Una piccola spia inizia a lampeggiare sul display. I semi-neo-genitori attendono in silenzio. Il Piccolo Tiranno ciuccetta serenamente il ritrovato tecnologico. La spia continua a lampeggiare. I due semi-neo-genitori continuano ad attendere in silenzio. Il Piccolo Tiranno ciuccetta sempre serenamente, ma inizia ad osservare i due semi-neo-genitori con un po’ di sospetto. Dopo qualche altro minuto Mammona inizia a dare segni di scetticismo nei confronti di questo ennesimo ritrovato tecnologico. La spia continua a lampeggiare. Nella fierezza di Babbone cominciano a farsi strada enormi dubbi. Celando come meglio può la crescente insicurezza, Babbone afferra la confezione appena acquistata e torna a leggere il manuale per una seconda e più attenta volta. Dopo qualche minuto di lettura, rilettura e confronto con l’altro termometro, quello semi-classico, Babbone arriva alla sventurata diagnosi:
punto uno, la batteria è scarica; punto due, la batteria del termometro-ciuccio non è sostituibile e una volta scaricata questo non può più essere utilizzato.

Dopo brevi attimi di incredulità, Babbone, risoluto, impacchetta tutto come era e si dirige per una seconda volta in direzione Galciana. Nella farmacia il personale è comprensivo e cortese e si opera per la sostituzione della confezione, ma che, poiché al momento quella era l’unica presente nel negozio, non potrà avvenire che in tarda serata ( dopo un terzo e conclusivo viaggio alla farmacia di Galciana ).

Ormai il sole è calato e i colpi di tosse e gli occhietti lucidi del Piccolo Tiranno sarebbero ormai sufficienti a stabilire una diagnosi, ma per essere sicuri i semi-neo-genitori decidono comunque di procedere con la misurazione. Per non incorrere in nuovi contrattempi legati alla tecnologia, nonostante la confezione dotata di tutti gli elementi perfettamente funzionanti, i semi-neo-genitori decidono di procedere con la misurazione in modalità “classica”.

Dopo una prima inequivocabile misurazione, Babbone procede ad una seconda ulteriore misurazione, ma il verdetto rimane lo stesso: febbre a 39.

Gli sguardi apprensivi e compassionevoli dei semi-neo-geniotri calano sul Piccolo Tiranno come una lenta carezza.

Sbrigato il rito della cena, che il Piccolo Tiranno ha espletato con accettabile appetito, considerata la febbre, i semi-neo-genitori procedono con la somministrazione delle gocce di Tachipirina. Il primo impatto con la sostanza suscita disapprovazione nel Piccolo Tiranno, tanto che sono necessari diversi tentativi e manovre prima di riuscire a somministrare l’intero contenuto del cucchiaino. Però alla fine è fatta.

Almeno così pareva.

Dopo un paio di secondi scarsi, le gocce di Tachipirina e buona parte della cena si trovano magicamente: in parte sulla tutina del Piccolo Tiranno, in parte sui pantaloni della tuta di Babbone e per il resto sul pavimento.

Succede. A volte la febbre lo fa.

Dopo i necessari cambi e la pulizia del pavimento, i due semi-neo-genitori decidono di somministrare la Tachipirina mettendola nel latte di cui il Piccolo Tiranno ama nutrirsi appena coricato. Se non fosse che stasera il loro erede decide di non avere più fame.

La cosa si complica. Mammona e Babbone mettono così in scena vari e intricati sotterfugi nel tentativo di somministrare le gocce, finendo però per giungere all’inesorabile constatazione: le gocce di Tachipirina ingerite dal Piccolo Tiranno vengono immantinente espulse accompagnate dal contenuto dello stomaco.

Quando ormai lo scoramento sembrava abbattere Babbone e Mammona, il fido oracolo dei nostri giorni moderni portava una rinnovata speranza assieme ad un pugno di link elencati in elegante ordine tematico: supposte di Tachipirina! Semplice quanto geniale.

Salendo per la quarta volta in macchina diretto verso una farmacia, questa volta però verso quella di piazza Mercatale, un instancabile Babbone affrontava il parcheggio selvaggio del sabato sera per portare serenità nella propria casa e, provato ma soddisfatto, rincasava a tarda sera con il suo carico di preziosi oggetti di forma ogivale.

Nel frattempo il Piccolo Tiranno, ancora in preda alla febbre, trovava conforto e riposo fra le braccia di Mammona.

Con il sabato ormai diventato domenica, Mammona e il Piccolo Tiranno da una parte e termometri e supposte, sul cassettone, dall’altra, Babbone assapora preziosi momenti di silenzio e prima di spengere la luce maledice l’ora legale.

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